Pubblicato da la Redazione il: 26 giugno 2020

Ricordo di un medico: Carlo

Purtroppo, nello scorso mese di settembre, è scomparso il dottor Carlo Doriguzzi Bozzo, figura importante anche all’interno della Uildm torinese (vedi il suo profilo nel primo numero del 2003 di Vincere Insieme). Lo vogliamo ricordare in queste pagine non tanto dal punto di vista professionale o in veste di pazienti, ma dal lato della quotidianità vissuta a contatto della Sezione torinese, e ciò grazie a estratti di e-mail scambiate col segretario di qualche anno fa e a uno struggente saluto al dottor Bussi. Oltre a inediti spaccati di vita, ne emerge una figura ricca di intelligenza, verve e in possesso di un gradevolissimo humour sottile. Ci mancherà.

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Segretario (12/9/07). Gentil dottor Doriguzzi, con la presente desidero avvisarla che venerdì 21 settembre, alle ore 18.00, si terrà, in via Rubiana 26 una riunione del Consiglio direttivo di Sezione. In attesa della sua conferma di partecipazione, unisco i miei più cordiali saluti.

Carlo Doriguzzi (21/9/07). Caro Segretario, gli imbianchini che dovevano andarsene ieri imperversano tuttora in casa mia, fatto che, sommato all’esequie del professor Bergamasco, ha modificato i programmi della settimana, per cui questa sera non credo di riuscire ad arrivare a tempo alla riunione. Grazie e scusatemi.

Segr. (21/9/07). In bocca al lupo per i lavori domestici e buon proseguimento per tutto il resto!

C.D. (21/9/07). Crepi il lupo, anche imbiancato! Saluti a tutti.

Segr. (23/9/07). Pensando di farle cosa gradita, allego alla presente una copia del verbale della riunione tenutasi venerdì scorso.

C.D. (24/9/07). Caro Segretario, era dai tempi di Guerra e pace che non leggevo un romanzo fiume così ben scritto! Grazie, spero di esserci la prossima volta.

Segr. (24/9/07). Presa per i fondelli o complimento? Quien sabe… Però da una persona simpatica come lei si accetta tutto!

C.D. (24/9/07). Complimento! Non mi permetterei mai una presa di fondelli.

Segr. (4/5/09). Per cortesia, dovresti comunicarmi il nome della persona alla quale delegare il tuo diritto di voto nel corso della prossima Assemblea nazionale a Napoli. La rosa dei “papabili” è […].

C.D. (4/5/09). Caro Segretario, the winner is […] (applausi scroscianti!).

C.D. (30/11/09). Ho scritto queste poche righe in ricordo di Luciano. Vedi tu se ritieni di pubblicarle. “Caro Luciano, è la prima volta che ti scrivo da quando te ne sei andato. Forse ci hai lasciato per andare a vedere un po’ cosa ci aspetta: non ti è mai piaciuto tergiversare. Credo che se tu abbia atteso tanto ad assumere quest’incarico di ‘esplorazione del dopo’, è solo perché hai amato molto la vita e noi che ne abbiamo fatto parte, e poi perché eri così abituato a lottare contro la malattia che, quasi per inerzia, hai continuato a farlo fino all’ultimo. Ho sempre pensato, forse un po’ cinicamente, che il dolore per la perdita di qualcuno è anche proporzionato a quanto abbiamo avuto bisogno di chi ci abbandona, e anche in questo sei stato, come sempre, accorto: da tempo la Uildm di Torino, che per anni non avrebbe potuto sopportare la tua assenza, va avanti per conto suo, come un figlio ormai maturo che ha lasciato per sempre alle spalle i turbamenti dell’adolescenza. Ma io so quanto tu sia stato importante nell’infanzia e nella giovinezza di questo figlio che hai letteralmente messo al mondo e cresciuto. E ripensando a quegli anni da pionieri scopro, con l’immutato stupore dato dal trascorrere del tempo, che quando ti ho conosciuto avevi 17 anni in meno di me, oggi. Eppure ti ricordo da sempre più saggio, più solido, apparentemente privo di debolezze, come se all’entusiasmo, quello sì avuto da giovane, si abbinasse una saggezza da anziano. Forse l’esperienza della malattia ti aveva costretto a rafforzare l’animo per supplire alla debolezza del corpo, o forse la tua assoluta riservatezza t’impediva di comunicare i tuoi smarrimenti, i tuoi sentimenti più intimi. Ogni tanto però, qualcosa traspariva. Si intuiva così il dramma di un giovane chirurgo brillante, improvvisamente travolto nelle sue aspirazioni e nei suoi progetti. Saltavano fuori ricordi di qualche gita in Costa Azzurra, con tanto di champagne, per cui mi piaceva ogni tanto prenderti in giro, mentre tu ti schernivi, con quel sorriso timido che ho ben vivo nella mente e che le fotografie dell’epoca, invece, non registrano. Ammiravo il tuo rigore e la tua aristocratica severità che affioravano quando eri coinvolto in discussioni che ritenevi inutili e che sapevi troncare in ragione della tua indiscussa autorità, ma mi divertivo anche a stuzzicarti sulle scarpe di cuoio chiaro, sempre rigorosamente abbinate alla cintura. Mi piacevano i nostri piccoli rituali: le cartoline che mi spedivi dal mare ogni estate, le immancabili, puntuali telefonate d’auguri e le mie richieste sul tempo in corso a “Bonafous-sur-Mer” (dato che nei mesi troppo caldi preferivi restare a casa…). Oppure ancora, tuo ospite a cena, quando affermavi scherzosamente di aver capito che avevo scelto di andare ad abitare in una casa senza ascensore soltanto per evitare di doverti invitare! Avevi sempre la scrivania invasa da libri e articoli scientifici che recensivi e talvolta traducevi. Ti piaceva ribadire che se avessi appeso tutte le tesi di laurea che avevi scritto, non ti sarebbe bastata una parete intera per esporre i relativi diplomi. Quando Graziella mi ha detto che ti eri di nuovo aggravato, ho sentito che dovevo venire subito e così ti ho chiuso gli occhi. Caro Luciano, desidererei che mi rispondessi con quella tua scrittura sempre chiara e precisa, ma anche solo un saluto, un piccolo cenno, mi basterebbe. Con affetto”.

C.D. (18/1/10). Purtroppo condivido totalmente la tua analisi e le tue preoccupazioni sono anche le mie, ma mi consolo pensando che spesso un lucido pessimismo è più utile di trionfali ottimismi privi di fondamento.

C.D. (17/12/10). Non sono morto e neanche sparito, ma ho avuto ancora più da fare. Mi hanno infatti nominato capo dipartimento di area medica e quindi si sono moltiplicate le beghe burocratiche. Fammi sapere quando siete in Sezione la prossima settimana, di pomeriggio o di sera, che tenterò di passare almeno per vedere la nuova sede e per salutarvi.

Segr. (10/7/12). Dopo una lunga malattia, questa mattina abbiamo avuto la gradita sorpresa di rivedere Michele in Sezione, che è venuto appositamente a trovarci. Fisicamente sta bene, sembra guarito e conta di riprendere “servizio” da noi a fine mese.

C.D. (11/7/12). Notiziona! Sono molto contento che si sia ristabilito: abbraccialo da parte mia.

C.D. (2/3/14). Ciao Carlo, scusami per ieri, ma non sono riuscito a salutarti adeguatamente a causa dei lavori di cui ero responsabile e della confusione.

Segr. (3/3/14). Grazie, ma non ti preoccupare: è andato tutto bene e sono contento di avervi rivisto.