Pubblicato da Sara Bortolani e LilianaVercelli il: 6 dicembre 2019

Farmaco rivoluzionario nella SMA

Dal settembre del 2017 si è resa disponibile in Italia la prima terapia efficace per l’Atrofia muscolare spinale (SMA): il famoso Nusinersen.

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L’Atrofia muscolare spinale (SMA) è una patologia ereditaria che colpisce selettivamente i neuroni di moto, i quali degenerano progressivamente a causa della mancanza (per delezione o mutazione all’interno di un gene chiamato SMN1) di una proteina denominata SMN, fondamentale per la sopravvivenza di queste cellule. Tale degenerazione porta infine all’atrofia dei muscoli. La sua trasmissione è di tipo autosomico recessivo, cioè si manifesta quando entrambi i genitori sono portatori della mutazione che causa la malattia.

Esistono più forme di SMA, rispettivamente con esordio e gravità clinica diverse. Nella SMA1, la forma più grave, i sintomi compaiono entro i primi sei mesi di vita e il bambino non riesce a raggiungere la posizione seduta, necessitando di assistenza respiratoria e nutrizionale, in assenza della quale il decesso, purtroppo, avviene solitamente entro l’anno di vita. Nella forma di tipo 2 (SMA2), con esordio tra i sei e i diciotto mesi, il bambino acquisisce la posizione seduta ma non possiede la capacità di deambulare autonomamente, e ciò si accompagna spesso a gravi tipologie di scoliosi e a gradi diversi di retrazioni tendinee. Nella forma 3 (SMA3) la malattia è clinicamente molto variabile e può esordire dal periodo infantile fino alla maggiore età. I pazienti imparano a camminare, ma successivamente possono perdere tale capacità. In tutti i casi la patologia si palesa con una debolezza muscolare più o meno grave, atrofia muscolare, scoliosi, contratture delle articolazioni, difficoltà di respirazione e di masticazione/deglutizione. Non sono invece interessati il cuore, le abilità intellettive e la sensibilità.

farmaco-rivoluzionario-articolo2-12-19Fino a un paio di anni fa gli unici trattamenti disponibili erano di tipo palliativo e riabilitativo. Dal settembre del 2017 si è resa disponibile in Italia la prima terapia efficace per questa forma di malattia: il famoso Nusinersen.

Spinraza (nome commerciale di questo farmaco) è un oligonucleotide antisenso che agisce sul gene SMN2 (che nei soggetti sani è normalmente “spento”), aumentando la produzione della proteina SMN funzionante e compensando la perdita di attività del gene SMN1. L’approvazione commerciale dello Spinraza ha rappresentato un evento epocale, in grado di cambiare la storia naturale della malattia, e si è basata sugli straordinari risultati di due studi multicentrici e controllati, che hanno dimostrato l’efficacia e la tollerabilità di tale farmaco da parte dei pazienti con SMA1 e 2. In primo luogo il Nusinersen è stato approvato e autorizzato, nel dicembre del 2016, dalla FDA (Food and Drug Administration) negli Stati Uniti, e successivamente, nel maggio del 2017 e per tutti i tipi di SMA, anche in Europa dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali).

La via di somministrazione del farmaco è quella intratecale e ciò significa che il paziente deve sottoporsi a periodiche punture lombari. Grazie a particolari metodiche è possibile procedere a tale somministrazione anche nei pazienti che in precedenza hanno eseguito degli interventi chirurgici di stabilizzazione a livello del colonna vertebrale. In Italia vari centri hanno iniziato l’infusione del Nusinersen, sia in pazienti pediatrici che adulti. Il Centro neuromuscolare delle Molinette di Torino ha incominciato l’arruolamento nel mese di maggio dello scorso anno e attualmente [luglio 2019, N.d.A.] sono ventidue i pazienti adulti in trattamento (SMA di tipo 2 e 3). I pazienti pediatrici sono invece seguiti dall’ospedalefarmaco-rivoluzionario-articolo1-12-19 Regina Margherita di Torino (in particolare dalla dottoressa Ricci). Nei pazienti adulti la terapia viene eseguita mediante un breve ricovero giornaliero in regime di day hospital, al fine di permettere il riposo a letto dopo l’iniezione. In virtù della preziosa collaborazione dei neuroradiologi, si è poi riusciti a trattare anche i pazienti afflitti da gravi scoliosi e, come già detto, pure quelli interessati da precedenti operazioni chirurgiche alla colonna vertebrale.

Gli effetti collaterali, presentati dai pazienti adulti trattati presso il nostro Centro delle Molinette, sono stati molto rari e transitori (cefalea e dolori nella sede di inoculazione del farmaco) e la terapia è stata in genere ben tollerata e, naturalmente, accolta con diffuso entusiasmo. Infatti si sono riportati un gran numero di miglioramenti soggettivi nella vita quotidiana, ma per adesso i risultati sono da classificarsi come preliminari e quindi occorre un’osservazione più a lungo termine per dimostrarne l’efficacia anche nella popolazione adulta, soprattutto in termini di stabilizzazione della malattia. Comunque, per questa patologia, sono allo studio nuovi approcci terapeutici, tra cui quello della terapia genica, approvato, dal maggio del 2019, negli Stati Uniti, ma solo per i bambini al di sotto dei due anni. Tale procedura ha già mostrato un aumento della sopravvivenza e il raggiungimento di importanti tappe motorie. Rimaniamo dunque in attesa della sua rapida approvazione anche in Europa e in Italia.