Dalla ricerca al paziente: gli studi clinici nelle malattie neuromuscolari
Come nascono nuove terapie e quali sono le fasi che portano una scoperta scientifica alla pratica clinica
Nel corso degli ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e scientifici, sono stati realizzati numerosi progetti finalizzati alla comprensione dei meccanismi alla base delle malattie neuromuscolari, alla descrizione della storia naturale e all’applicazione di strategie terapeutiche farmacologiche o non farmacologiche. In questo articolo ripercorreremo le tappe che portano dal mondo della ricerca ai pazienti, delineando le caratteristiche principali degli studi clinici.
Gli studi clinici
Uno studio clinico è una ricerca finalizzata alla descrizione di una popolazione o a verificare la sicurezza e/o l’efficacia di una strategia medica. Esistono diverse categorie di studi, differenziati in base agli obiettivi, agli strumenti utilizzati e alle finalità. A seconda della tempistica relativa alla raccolta dei dati, gli studi clinici si dividono in longitudinali e trasversali. Considerando il disegno di studio, possiamo distinguere studi interventistici e studi osservazionali. I dati possono essere raccolti in maniera prospettica o retrospettiva. Negli interventistici, la modalità in cui viene somministrato “l’intervento” può essere randomizzata o non randomizzata, può essere confrontata con un placebo o con un trattamento standard, e lo studio può essere condotto “in aperto”, “in cieco” o “in doppio cieco”, a seconda che paziente e ricercatore conoscano o meno il trattamento somministrato. Inoltre gli studi possono essere spontanei, oppure sponsorizzati da parte di enti pubblici o di aziende farmaceutiche.
Le fasi di studio
Lo sviluppo di un farmaco inizia con una fase pre-clinica, condotta su modelli in vitro e/o su modelli animali. Solo dopo seguirà la sperimentazione sull’uomo, con diverse fasi che si snodano nel corso degli anni: nella Fase 1 si studia principalmente la sicurezza, nella Fase 2 si valuta la dose efficace del farmaco su una popolazione ristretta e questi risultati vengono poi ampliati su coorti più ampie nella Fase 3, che ha come obiettivo principale la verifica dell’efficacia. Se i risultati sono positivi e le autorità regolatorie approvano il trattamento, si passa alla Fase 4, che consiste nel monitoraggio del trattamento nella pratica clinica quotidiana. Gli studi presentano endpoint che si dividono, a seconda dell’importanza rispetto all’obiettivo principale dello studio, in primari, ovvero quelli che valutano l’efficacia dell’intervento, e secondari, che forniscono informazioni aggiuntive.
Il centro sperimentatore
Alla luce della complessità degli studi clinici, i centri coinvolti devono presentare e rispettare rigorosamente alcune caratteristiche. Tanto più preliminare sarà la fase di studio, maggiori saranno i requisiti richiesti. Ogni studio viene valutato da un comitato etico e dagli organi competenti della struttura sanitaria, che verificano il rispetto delle norme di sicurezza, privacy e rigore scientifico. Una volta ricevute le approvazioni del caso, si arriva alla parte realizzativa che si sviluppa attraverso diverse figure, tra cui medici, terapisti, biologi, farmacisti, data manager e statistici, guidate dallo sperimentatore principale.
La popolazione di studio
Affinché uno studio raggiunga i risultati previsti, è fondamentale che nel suo disegno siano ben delineate la popolazione di interesse e i relativi requisiti: la tipologia di diagnosi, l’età, le caratteristiche cliniche o strumentali e l’assunzione o meno di farmaci sono alcuni esempi di criteri di inclusione e di esclusione. Nel corso delle prime fasi di uno studio i criteri sono molto selettivi, mentre nelle fasi successive è possibile che questi vengano ampliati allo scopo di permettere una maggiore partecipazione di pazienti o per analizzare meglio un aspetto specifico della ricerca. Non tutti i pazienti sono adatti per tutti gli studi clinici, ma la valutazione avviene sulla base delle peculiarità dello studio e del singolo paziente.
Prospettive future e come restare aggiornati
La ricerca in ambito neuromuscolare procede con grande rapidità e per i pazienti e le famiglie non è semplice orientarsi tra le novità. Tuttavia è possibile informarsi attraverso i portali pubblici dedicati alle sperimentazioni (ad esempio <www.clinicaltrials.gov>) e attraverso i contatti con le associazioni dei pazienti e con il proprio centro neuromuscolare di riferimento. Infatti solo grazie alla collaborazione tra pazienti, famiglie, ricercatori e clinici è possibile trasformare la ricerca scientifica in nuove opportunità di cura.
GLOSSARIO DEGLI STUDI CLINICI
Longitudinale: Osserva i soggetti nel corso del tempo per valutare gli effetti di un intervento.
Trasversale (Cross-Sectional): Analizza i dati di una popolazione in un singolo momento di rilevazione (“fotografia” della situazione).
Interventistico: In esso vi è un intervento da parte degli sperimentatori come, ad esempio, la somministrazione di un trattamento o una procedura.
Osservazionale: In esso non vi è un intervento da parte degli sperimentatori, ma si analizzano i dati ottenuti nella pratica clinica.
Prospettico: Raccoglie i dati a partire dal momento di inizio di una ricerca.
Retrospettivo: Raccoglie i dati già esistenti e raccolti in passato.
Randomizzato: I partecipanti vengono assegnati ai gruppi di sperimentazione in modo casuale.
In Aperto (Open-Label): Sia il partecipante che i ricercatori conoscono il trattamento somministrato.
In Cieco (Single-Blind): Il partecipante non sa quale trattamento riceve, ma gli sperimentatori sì.
In Doppio Cieco (Double-Blind): Né i partecipanti né i ricercatori sanno qual è il trattamento somministrato nel corso della sperimentazione.







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