Pubblicato da Noemi Canavese e Marcella Di Pietro il: 6 dicembre 2019

Cinque “F“ ci fanno camminare insieme

Stare nella Uildm di Torino con Fierezza, Forza, Fantasia e Fatica, condividendo la prospettiva di un Futuro insieme.

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Cosa ha aggiunto l’avere stabilmente alcuni psicologi nella Sezione torinese?

Sono gli stessi psicologi a rispondere e a illustrarlo anche con le due foto inserite in queste pagine. Innanzitutto è sperimentare la Fierezza. La fierezza è un’emozione complessa e sociale, legata alla consapevolezza della propria forza, dignità e personalità. E’ un forte senso di autostima e di fiducia nelle proprie capacità, l’orgoglio vissuto e palesato nei momenti successivi a un trionfo personale.

Le espressioni non verbali di questa emozione vengono riconosciute con facilità da chi osserva ed è esattamente ciò che abbiamo percepito e sentito durante la sfilata di moda del progetto “Diritto all’Eleganza” svoltasi il 17 maggio scorso a Lignano, nel corso delle Manifestazioni nazionali 2019. L’espressione del viso, lo sguardo, le movenze e i sorrisi delle modelle, così impregnati di fierezza, hanno reso tangibile e condivisibile questa emozione. Inoltre, sempre durante le Manifestazioni, sono stati molti i momenti in cui le emozioni hanno svolto un ruolo primario e la loro condivisione in gruppo le ha rese ancora più significative, mettendo in luce come la condivisione stessa sia un aspetto fondamentale dell’emotività umana.

E’ proprio da questo principio che nasce l’idea di costituire un gruppo di condivisione per persone affette da una patologia neuromuscolare.La Forza delle Parole”, che è anche il nome che abbiamo scelto per il nostro gruppo, diventa soprattutto la Forza del gruppo. Un gruppo che abbiamo dichiarato essere “di condivisione” perché è possibile confrontarsi, condividere pensieri, emozioni e sensazioni, scambiarsi conoscenze ed esperienze per poter affrontare i problemi pratici del quotidiano e gli aspetti psicologici della patologia neuromuscolare. E’ uno spazio dove i partecipanti si possono sentire capiti perché nel gruppo trovano persone che vivono “la mia stessa esperienza” e per non sentirsi soli nell’affrontare le difficoltà e le emozioni legate alla patologia.

Esperire le emozioni, riconoscerle e dare loro un significato, è il nostro mandato: si affrontano le emozioni primarie (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto) ma anche quelle più complesse, che emergono proprio grazie al confronto in un gruppo che funge da specchio e restituisce all’individuo un’immagine diversa ed elaborata. Le emozioni affiorano legate a temi differenti che spaziano dalla piacevolezza della vita alla ricerca del piacere (individuale e di coppia), ma anche dalla condivisione delle insoddisfazioni, del non riconoscimento e del contatto con la morte. Stare in gruppo è esperire la Fatica, non solo la fatica di condividere le delusioni che in gruppo si sperimentano, inevitabilmente, ma anche la tanta fatica di affrontare le perdite che ci fanno confrontare con la nostra impotenza (ciao Mirko, non ti dimentichiamo!) o il poter affrontare insieme il peggioramento della malattia. Le nostre F sono anche legate alla Fantasia e a tutti i modi che abbiamo trovato per accompagnare in gruppo e individualmente i soci Uildm nel loro viaggio dentro o ai margini dell’associazione. Abbiamo spesso condiviso l’impegno di quelli che dietro le quinte, instancabilmente, settimana dopo settimana, organizzano le attività e i servizi per tutti. E’ la fatica di un impegno e la fantasia e la creatività di trovare ogni giorno la motivazione per organizzare e lavorare a vantaggio di tutti.

In sintesi, per noi psicologi del progetto SDS (sportello psicologico disabilità fisico-motoria del Passepartout – Comune di Torino), in sinergia con il Direttivo della Uildm di Torino e gli operatori, a favore degli associati, il lavorare insieme è una grande esperienza e un’iniezione di Fiducia.

Ecco ciò che portiamo e prendiamo: fiducia che il Futuro si possa costruire insieme, guardando, ognuno secondo la propria prospettiva, verso lo stesso obiettivo (com’è rappresentato qui nella foto in bianco e nero), provando a non dimenticarsi di nessuno.cinque-effe-articolo3-12-19