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SILANCIO SI', BILANCIO NO
Questo più quello meno questaltro uguale
boh? |
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Un appuntamento senza il quale le Manifestazioni targate Uildm non sarebbero di sicuro quello che in realtà sono, è costituito dallesame dei bilanci Consuntivo e Preventivo. Infatti, dopo lapprovazione del precedente verbale, gli interventi sulla relazione del presidente nazionale ed altre quisquilie del genere (intanto che lincedere della primavera ingenera nellassemblea
un clima placido e sonnacchioso), ecco che il segretario dà la parola al tesoriere, il quale pronuncia la formula magica: Procediamo ora con la lettura del bilancio Consuntivo.
E qui latmosfera subisce un brusco soprassalto, quasi come se una misteriosa scarica elettrica serpeggiasse nellaria (spesso viziata) della tensostruttura presso la quale si consuma larcano rito della giustificazione dei (molti) soldi spesi e di quelli (sempre pochi) incassati. Senza grandi eccezioni, quasi tutta la platea esibisce allora quei comportamenti tipici adottati dai frequentatori dei templi della musica classica nel breve stacco fra i due movimenti di una sinfonia. Colpi di tosse, mormorii, fogli che cascano per terra, beep beep di carrozzine che si accendono eccetera. Purtroppo il seguito della cerimonia contabile non è più pervasa dal religioso silenzio col quale si ascolta un adagio di Bruckner.
Mentre la voce stentorea del tesoriere di turno sciorina una gran copia di cifre (tra laltro molto importanti per la vita e lattività dellassociazione) i delegati si distraggono volentieri e ciò, in fondo, è un peccato perché con un po più di attenzione si potrebbero carpire i segreti dellennesima manovra attorno a Eos/Empowernet e magari venire a conoscenza di cosa sono i misteriosi costi della roboante Attività istituzionale.Ad onor del vero bisogna anche ammettere che la voce cantilenante del tesoriere e la noia mortale delle cifre, lette una appresso allaltra, contribuiscono a dirottare le attenzioni di tutti verso temi ben più stimolanti, quali il nuovo modello di carrozzina superaccessoriata di un delegato, il vistoso peggioramento di quel distrofico di Vattelapesca o le puppe a pera di una ragazza del Servizio civile (se il distratto è un distrofico maschio, se femmina, invece, i turgidi muscolacci di qualche nerboruto volontario).
Per fortuna il capitano Marella, un monumento della Uildm, trova sempre il modo di condire con un po di peperoncino questinsipida pietanza. Il problema è che, invecchiando, ha incominciato a esplodere i suoi interventi critici prima della lettura dei bilanci e quindi, una volta finiti i suoi fuochi dartificio, ci si ritrova nuovamente immersi nel grigiore fino alla fine, visto poi
che questi bilanci, negli ultimi anni, sono sempre stati approvati senza grossi patemi danimo (e consentitemi il dubbio di pensare che non tutto, nelle loro voci, filasse così liscio; del resto anche i revisori dei conti si sono sempre dichiarati daccordo, anche se non ho ancora capito cosa ci stiano a fare, tanto per loro va sempre tutto bene!).
Si può comunque tentare di alleggerire la tetraggine della situazione leggendo la parte della brochure ufficiale dedicata a questo tema, e soprattutto lesilarante relazione del tesoriere. Dico esilarante perché affermazioni come La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi a criteri generali di prudenza e competenza nella prospettiva della continuazione dellattività mi fanno ridere. Infatti, tradotta in un linguaggio scevro di bizantinismi, la stessa frase suonerebbe pressappoco così: Uè ragazzi, io ho cercato di rabberciare la baracca dei conti per evitare che la Uildm andasse definitivamente a carte quarantotto, se poi butterà male che ci azzecco io?.
Ad ogni modo, dopo il saporito pisolino degli astanti, i bilanci vengono approvati e si può finalmente passare ad altro. Così, per un intero anno, i delegati non ne parleranno più, tranne
forse quando si troveranno a criticare la gestione economica della Uildm, che tuttavia loro stessi hanno qui avallato.
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