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STORIA NATURALE DEL MR
Il Miodistrofico Rotantis e un primo tentativo di inquadrarne la specie
Sullalbero genealogico delle specie, il Miodistrofico Rotantis è appollaiato, naturalmente in equilibrio precario, su un ramo evolutivo minore dellHomo Sapiens. La sua presenza è documentata con certezza fin dal XIX secolo. A conferma di ciò parlano gli eloquenti esemplari fossili, con le ruote arrugginite, ritrovati durante varie campagne di scavi.
Riportiamo ora un breve compendio degli studi effettuati finora su di esso.
Morfologia
La dimensione del MR è costante, essendo in genere compresa nella proiezione a terra del suo caratteristico guscio denominato Carrozzina. Il corpo è raccolto in posizione assisa, con gli arti inferiori flessi e quelli superiori appoggiati sui caratteristici braccioli. Soltanto una parte del torace e la testa fuoriescono dal guscio metallico che lo accoglie.
Riguardo invece al peso si misurano cospicue variazioni che vanno da un minimo (carrozzina inclusa) di 60 chili (MR Inguaiatus) a un massimo di 200 (MR Inguaiatissimus).
E nota la delicatezza del suo apparato visivo, poiché esso è solito emettere copiose lacrime, forse a protezione dei bulbi oculari.
Distribuzione geografica
Nel breve tempo dalla sua comparsa, il MR ha comunque avuto modo di espandersi con omogeneità un po dappertutto, diventando uno degli organismi ruotati più comuni. A parte alcuni esemplari imprigionati nella loro tana da genitori particolarmente apprensivi, oppure specimen ammalati di timidezza, la specie circolante alla luce del sole mostra, alle diverse latitudini, soltanto piccole variazioni del guscio (livree sgargianti o dai colori più smorzati, lucine supplementari, strampalate placche adesive eccetera).
Locomozione
Il MR presenta gli arti inferiori vistosamente atrofizzati e quindi la deambulazione gli è consentita unicamente in virtù delle quattro appendici ruotanti, così uniche nel regno animale, da aver trovato posto nel nome scientifico che lo contraddistingue.
Grazie a un apparato spesso di natura elettrica, il MR tocca velocità nellordine dei 10 kmh, anche se basta un piccolo scalino o uno strato di sabbia a bloccarne il movimento. La sottospecie MR Manualis raggiunge invece la velocità che riesce a fornirgli il Volontarius Forzutus, specie parassitata proprio dal Manualis.
La struttura rotatoria è assai vulnerabile in quanto può facilmente bucarsi e perdere quindi la sua efficienza, ma in genere il MR, dopo rabbiose emissioni sonore, viene aiutato a ripartire.
La non velocissima andatura rende il MR facile preda dei suoi nemici naturali, come il Neurologus Sapientissimus, il Fisioterapis Torturans e la Mater Ansiosa. Ciononostante i calli degli animali appartenenti al suo medesimo ecosistema, temono il MR e i suoi spostamenti improvvisi.
Come già detto gli esemplari più evoluti ostentano, incastrati sul guscio, misteriosi fanalini che talvolta tengono accesi, ma i naturalisti non sono ancora riusciti a capirne la funzione (difese, ausili visivi o segnali di eccitazione?).
Comportamenti alimentari
Al pari di altre specie sedentarie, il MR si nutre in maniera costante. Alle volte il guscio gli impedisce di sistemarsi al meglio sotto i tavoli dei banchetti, tuttavia, aiutato dalla propria Mater Ansiosa, esso riesce lo stesso a soddisfare egregiamente i suoi bisogni alimentari.
Di tanto in tanto branchi di MR si radunano e migrano verso epiche abbuffate offerte da organizzazioni caritatevoli.
Nottetempo, e alquanto regolarmente, esso collega il proprio involucro a strani aggeggi ricolmi di lampadine e indicatori. Secondo gli etologi anche questa è una forma, seppur alternativa, di nutrimento.
Riproduzione
Purtroppo non si conosce quasi nulla delle sue abitudini riproduttive. Infatti, nonostante il gran parlare e scrivere che se ne fa, non è mai stato osservato un suo accoppiamento allo stato libero. Gli scienziati hanno potuto spesso analizzare i sintomi primari delleccitazione (sguardi da triglia bollita, emissioni vocali chiaramente riferite a uno stato di fregola in corso, strani rigonfiamenti pelvici nei maschi e inturgidimenti pettorali nelle femmine), ma gli esemplari studiati non sono mai riusciti a concludere un corretto accoppiamento fra di loro.
Riguardo allipotetica dinamica del coito si suppone che, esclusa la difficoltosa postura ventrale e limpraticabile monta posteriore a causa dellinstabilità provocata dalle appendici ruotanti, la posizione adottata sia quella fianco a fianco. In effetti è molto facile osservare esemplari di MR girovagare accoppiati in questo modo senza altri scopi apparenti (i biologi la definiscono perciò Fecondazione virtuale).
Si sospetta che in circolazione vi siano ibridazioni fra MR maschio e Homo Sapiens femmina e viceversa, ma va anche detto che tra i fossili non è mai stato repertato un MR o un Sapiens a due sole ruote.
Ciclo vitale
La sequenza vitale diurna è abbastanza convenzionale. A tarda sera un ingegnoso sistema sollevatorio estrae il MR dallinvolucro e lo deposita nel giaciglio, mentre al mattino viene ripetuta al contrario la stessa manovra.
Non sembra che in natura il MR patisca la predazione, tuttavia resta ancora un mistero come soltanto di rado esso riesca a raggiungere letà adulta. La fragilità della specie è connotata da deperimenti costanti e inarrestabili che ne minacciano lestinzione. Gli esperti paventano la sua scomparsa a opera magari dellHomo Telethonis, anche se questa, allo stato attuale, sembra unipotesi alquanto improbabile.
Il cucciolo di MR non è quasi mai dotato del caratteristico guscio metallico, ma in seguito tutti gli esemplari (al pari di altre specie tipo ad esempio il paguro) rintracciano questi involucri presso gli Orto Pedici e se ne avviluppano, sostituendoli via via a seconda della crescenza.
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prof. Evaristo Di Enneà |