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A OGNI AZIONE CORRISPONDE
UNA REAZIONE
UGUALE E INCAVOLATA

Un bel giorno vi informano
che siete entrati nel mondo
della distrofia…

Fior di psicologi ed esperti di vario genere hanno già esaminato il brusco impatto mentale provocato dalla comunicazione della diagnosi di malattia neuromuscolare. Vogliamo tuttavia allontanarci dal solco delle scienze psichiche per esaminare all’atto pratico le diverse reazioni che si sono potute osservare nella popolazione dei neodistrofici ai quali, appunto, era stato appena annunciata la bella notizia.
Presentiamo dunque alcune testimonianze e le percentuali riscontrate nell’indagine MioDistroxa - ISTAT (accorti).

L’Ansioso (28 %)
E cosa sarebbe ‘sta roba? Ma si guarisce? E dove l’ho presa? Ma siete sicuri? Non è che vi sbagliate? Come?… Non c’è niente da fare? E perché? Avete preso una cantonata con il Dna, vero? E poi l’apparecchio per l’elettromiografia era guasto, no? Duchenne che? Mi sembra sia un ciclista francese. Ma dove devo andare adesso? Mi scusi, dov’è la farmacia? E il santuario più vicino?

Il Negante (32 %)
No, scusate, ma qui ci deve essere un errore. Io sto benissimo, non ho proprio niente. Sì, da piccolo ho fatto la pertosse e adesso cado ogni venti metri, ma cosa volete che sia… Un po’ di debolezza, lo stress della vita moderna, come diceva una volta quel carciofone del Cynar. Ma che razza di medici siete? Non capite proprio niente! Tanto ho già deciso: una tisana di aloe e ciao, vi saluto tutti. La Uildm?… E cos’è, un sindacato?

L’Isterico (15 %)
Cosa? Ma siete pazzi? Io faccio un macello. Ma non esiste! Io con la distrofia? Già bravi, e poi vado a Telethon a sparare quattro cacchiate per impietosire le vecchiette… Io in carrozzina non mi ci siedo manco se mi ammazzate. Piuttosto mi impicco. Anzi, prima accoltello qualcun altro. La distrofia? Ve la faccio vedere io… Ma non se ne parla neanche per scherzo. Ci mancherebbe altro…

L’Ottimista (0,99 %)
Ah sì, la Becker! Ne ho sentito parlare. Ma è robetta, si guarisce subito. Come? Non esiste ancora una cura? E vabbe’. Adesso! Poi la troveranno. Anzi, sono sicuro che a quest’ora, grazie ai milioni di Telethon, avranno già scoperto una pilloletta miracolosa. Comunque vada, questo piccolo acciacco sarà una bella esperienza di vita e poi, vuoi mettere?… non pagherò più ai concerti, parcheggio libero ovunque, pensione assicurata, assistenza pubblica garantita e coccole in quantità. Ma chi starà meglio di me?

Il Pessimista (24 %)
Lo sapevo, me lo sentivo. Da quando mi hanno trombato a scuola, sai, l’altr’anno quando è esploso il televisore in faccia alla nonna, che zio Pino ha avuto lo sfratto e papà si è tagliato un braccio con la motosega. Comunque ormai sono bell’e spacciato e quindi non voglio neppure curarmi. Come? Non esiste ancora una valida terapia? Appunto, lo immaginavo, la solita sfiga, proprio adesso che stavo per guarire dalla psoriasi… Comunque è meglio che vada subito dal notaio, così faccio testamento e non se ne parla più.

Il Raffinato (0,01 %)
Essendomi contraria la fortuna debbo tosto allontanare le speranze. Anche se, osservando i fatti spassionatamente, sono infinitamente grato alla buona sorte per avermi trattato in maniera così aspra, poiché se ella avesse diviso con me i suoi favori, forse avrei percorso altre strade, le quali mi avrebbero portato a peggiori pericoli, e sarei affogato in mari tempestosi, gli stessi nei quali spesso essa suole inabissare quelli che più hanno goduto gli agi di questo mondo. Dovendo quindi io sperimentare la disgrazia di una facio-scapolo-omerale, sarò costretto a fuggire la felicità e a nascondermi nel porto e nel rifugio dei disingannati, cioè nei luoghi della solitudine e della povertà, dove, confortato e appagato dall’esiguità della mia modesta fortuna, condurrò una vita quieta e pacifica, più invidiata dai ricchi che invidiosa di essi.



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Roberta Kugelberg-Welander