Un brutto giorno Matteo Debolini scopre di essersi beccato la distrofia muscolare. Incominciano così le sue tribolazioni, ma durante unelettromiografia gli accade un fatto strano. Un improvviso sbalzo di corrente, non assorbito dallapparecchio, investe Matteo proprio mentre sta pensando allIpercipikappemia (parola pronunciata poco prima da un neurologo di passaggio). Per fortuna Matteo scampa alla folgorazione, ma acquisisce un curioso superpotere: da allora in poi, pur continuando a essere distrofico, ogni volta che concentrerà intensamente il suo pensiero sullespressione Ipercipikappemia, si tramuterà allistante in Distrofik, un forzuto culturista. Il magico effetto però, durerà solo un minuto, dopodiché la distrofia tornerà ad avere il sopravvento sul suo organismo. Le attuali conoscenze scientifiche non sono sufficienti per fornire una pur rudimentale spiegazione sensata di quanto è successo al nostro eroe. Ma Matteo non se ne cura e decide di approfittare altruisticamente della sua temporanea forza bruta, al fine di alleviare e vendicare le ingiustizie subite in tutto il paese dai disabili.
Distrofik contro il Feroce Burocrate
Ruggine, bulloni lenti e cigolii: i sintomi dellusura erano evidenti già da un po di tempo. La carrozzina di Matteo era ormai vecchia, bisognava cambiarla. A questo scopo il nostro eroe aveva seguito la solita prassi: richiesta, visita fisiatrica, preventivo
ma lautorizzazione non era stata concessa e a tale scopo, Matteo era andato allAsl per chiedere lumi.
Allingresso aveva dovuto aspettare un quarto dora che un tirapiedi del Feroce Burocrate venisse ad avviare il servoscala per fargli superare le onnipresenti barriere architettoniche. Poi aveva pazientemente atteso il suo turno nellaffollato corridoio.
Un paio di infermiere carine lavevano salutato con calore e il suo pensiero era subito volato a Daniela, la sua ragazza. No aveva concluso tra sé e sé, Non potrei mai tradirla. Sarò razzista, ma con una normodotata poi
. Mentre era immerso in questi pensieri un richiamo imperioso laveva scosso: Avanti il prossimo.
Matteo aveva manovrato il joystick ed era entrato nellufficio. E qui, tronfio dietro la sua scrivania, lo aspettava proprio lui, il Feroce Burocrate.
Larcinemico di ogni disabile era immediatamente entrato in argomento. Sventolando il foglio della richiesta, il triste figuro aveva spiegato: Niente da fare signor Debolini, non possiamo concederle nessuna carrozzina! Nella sua pratica un numero del codice sembra più un 9 che un 8, la data è sbagliata e poi il timbro dellortopedico non si legge bene. Mi dispiace, ma non facciamo eccezioni per nessuno.
A quel punto Matteo laveva squadrato ben bene, ma dallaustera ghigna non era trapelato nessun accenno di buonsenso. Questo è un lavoro per Distrofik!, era quindi stata la sua risposta.
Il grugno del funzionario si era presto sciolto in una smorfia di stupore allorquando il fatidico urlo IPERCIPIKAPPEMIA! aveva frantumato la quiete del sordido ufficetto. Allimprovviso Distrofik era balzato in piedi dalla carrozzina e aveva appallottolato il foglio della richiesta.
E adesso, cara la mia faccina da lombrico in vacanza, scommetto che hai fame e ti vuoi gustare questo ghiotto manicaretto del cuoco Escartoffier!.
Così dicendo, Distrofik gli aveva cacciato in bocca il papiro, aveva preso i timbri che erano sulla scrivania e gli aveva stampato sulla fronte una pinacoteca di bolli e poi, scalciando la poltrona con un pedatone alla nitroglicerina, laveva disteso a pelle di leone sul pavimento.
E adesso, è tutto in regola? aveva quindi domandato. Poi, ritornato Debolini dopo il fatidico minuto, Matteo si era riseduto in carrozzina e si era scritto e firmato da solo la richiesta. Uscendo dallufficio aveva rivisto le due infermiere che, sempre premurose, gli avevano chiesto se andava tutto bene.
Certo, aveva risposto lui. Grazie a Distr
cioè, grazie alla mia buona stella, anche questa volta sono riuscito a superare gli scogli della burocrazia! A proposito, care: potreste portare un bicchiere dacqua al Feroc
al vostro dirigente perché deve essergli andato qualcosa di traverso?.
Una carrozzina un po vecchiotta era in seguito sbucata dalla porta dellAsl e, nel sole del mattino, lintrepido disabile che la pilotava aveva fatto locchiolino alla primavera che già si avvertiva nellaria.
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Michele Steinert