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(VIETATO AI MINORI!)

VIVA L'HANDY-SEX

Tutto quello che avreste voluto leggere a proposito del sesso dei disabili e che non mai stato scritto da nessuna

Questa volta ci siamo stufati delle parole fumose, degli eufemismi, dell’ipocrita moralismo e delle censure dietro cui è sempre stato nascosto uno dei temi più scottanti della disabilità: il sesso!!!
E’ ora di dare un taglio a centinaia di discorsi inutili e inconcludenti, a quintali di banalità senza speranza. E’ ora di parlar chiaro dopo millanta sterili dibattiti. Al diavolo sociologia e psicologia.
Nel seguente dialogo reale, un giovane disabile maschio e una giovane disabile femmina diranno pene al pene e… vabbe’, incominciamo.

M) Porca zozza! Oggi non ce la faccio proprio più. Sembrerò un animale, ma prenderei in mano il bip e poi aspetterei la prima ragazza che passa per la strada e, bella o brutta che sia, farei bip, bip e poi ancora bip e bip fino a svenire.
F) Parli bene tu. Cosa credi, anche a me pizzica la bip e anch’io abborderei il primo fico (senza “distro” davanti) che passa per la strada e poi, con un po’ più di sentimento però, anch’io farei bip, bip e ancora bip. Sono una donna distrofica, non una santa!
M) Ma come: voi donne non è che prima di bip avete bisogno di tutto l’ambaradan cena-violini-rose rosse eccetera?
F) Certo, siamo mica dei trogloditi come voi maschi! E’ che non ho mai bip nella mia vita e ci sono dei momenti come questo in cui l’impulso della carne si fa sentire dominando tutto l’apparato scenografico e allora…
M) Ah, ho capito! Comunque mettiti la bip in pace che a noi non ci fila nessuno. Sarò cinico, ma la realtà è che abbiamo ‘sta cavolo di carrozzina sotto le chiappe e dei muscoli sodi come il dentifricio! Chi vuoi che sia così squilibrato da pensare di fare bip con noi? Magari qualche psicopatico… chissà.
F) Be’, a dire la verità una volta un tipo, bruttarello ahimè, mi ha chiesto di bip.
M) Ma no… Davvero? E tu?
F) Guarda, sono stata così di sasso che ho lasciato cadere la cosa senza approfittarne e oggi me ne sono amaramente pentita.
M) Finiremo col rassegnarci, ne sono sicuro. D’altronde spero, come te, che la forza nelle mani non diminuisca mai sotto una certa soglia (ma come faranno i Duchenne?), visto che la castità mi tormenta, l’incesto mi nausea e le “operatrici del sesso” latitano.
F) Certo. La rassegnazione è l’unica cosa che può aiutare chi capita in questo sciagurato mondo della distrofia.
M) Senti Ciccina, ti sto guardando da un po’. Non è che se io e te… Insomma se noi… Visto che nessun altro… Si potrebbe magari… fare bip?
F) E va bene! Questo vuol dire che nel tuo caso la distrofia ti ha spappolato pure il cervello oltre a tutto il resto. Come no?!… Io e te… Certo: con i sollevatori, il letto matrimoniale elettrico, un paio di volontari sotto il materasso, un respiratore a portata di mano eccetera. Ma vai a quel paese!
M) Ehi, non ti incavolare! Era tanto per dire. Vabbé, però questi discorsi mi hanno un po’ bip. Adesso chiamo qualcuno che mi porti in bagno. Non ne ho affatto bisogno, ma almeno lì, da solo, potrò dedicarmi all’abituale fisioterapia solitaria: una bella bip.
F) Buona fortuna! Io invece mi leggerò il solito Harmony e, bip mentali a parte, confido nella reincarnazione…

a cura di
Marie Charcot-Tooth

AVVERTENZA Ci scusiamo per i numerosi bip presenti nel testo, ma un malfunzionamento del registratore col quale è stato raccolto questo dialogo, ha causato delle lacune nella trascrizione. Confidiamo nella perspicacia dei lettori per una piena comprensione del contenuto. A questo punto chi ci vorrebbe mandare in galera tenga presente che, essendo distrofici, siamo già agli arresti domiciliari.

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