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Siamo lieti di presentarvi
il primo episodio
delle incredibili avventure di…

DISTROFIK

Un brutto giorno Matteo Debolini scopre di essersi beccato la distrofia muscolare. Incominciano così le sue tribolazioni, ma durante un’elettromiografia gli accade un fatto strano. Un improvviso sbalzo di corrente, non assorbito dall’apparecchio, investe Matteo proprio mentre sta pensando all’Ipercipikappemia (parola pronunciata poco prima da un neurologo di passaggio). Per fortuna Matteo scampa alla folgorazione, ma acquisisce un curioso superpotere: da allora in poi, pur continuando a essere distrofico, ogni volta che concentrerà intensamente il suo pensiero sull’espressione Ipercipikappemia, si tramuterà all’istante in Distrofik, un forzuto culturista. Il magico effetto però, durerà solo un minuto, dopodiché la distrofia tornerà ad avere il sopravvento sul suo organismo. Le attuali conoscenze scientifiche non sono sufficienti per fornire una pur rudimentale spiegazione sensata di quanto è successo al nostro eroe. Ma Matteo non se ne cura e decide di approfittare altruisticamente della sua temporanea forza bruta, al fine di alleviare e vendicare le ingiustizie subite in tutto il paese dai disabili.

Distrofik contro il Supercafone

Le prime ombre della sera calano sulla città. Operai e impiegati stanno ritornando al desco familiare mentre le massaie si affrettano a mettere la cena sui fornelli.
Una carrozzina elettrica arranca sul marciapiede del viale principale. E’ Matteo Debolini che sta rientrando a casa dopo la consueta seduta settimanale di fisioterapia. Questa volta il fisioterapista ha un po’ esagerato e un braccio indolenzito è lo strascico del trattamento subìto.
Matteo non è molto allegro: la sua malattia peggiora a vista d’occhio e ultimamente anche con Daniela, la sua ragazza (pure lei in carrozzina), le cose non vanno molto bene.
Proprio mentre sta rimuginando questi tristi pensieri, un mastodontico fuoristrada giapponese lo sfiora e con uno stridio di gomme va a bloccarsi di traverso, proprio in un parcheggio riservato ai disabili.
Matteo lascia il joystick e osserva la scena. Dall’autoveicolo, concepito per chi soffre di complessi di inferiorità, ne scende un ragazzotto rasato a zero, superborchiato e senza evidenti problemi fisici. Calma, sussurra tra sé il nostro protagonista, magari andrà a prendere il nonno paralitico. Ma la scena che segue è inequivocabile. Il Supercafone entra infatti nel vicino solarium e allora Matteo decide di sorvegliare l’evolversi della situazione.
Un’ora dopo è ormai sceso il buio, quando il giovinastro esce, un po’ più marroncino, dall’abbronzificio. Canticchiando un ottuso motivetto, l’animale estrae il portachiavi a forma di teschio e fa per aprire la portiera del 4x4. A questo punto Matteo è sicuro. Pilota la carrozzina dietro un tiglio e intanto incomincia a pensare intensamente al riscontro di valori elevati di CPK nel sangue.
Dopo qualche istante un urlo lacera l’aria: “IPERCIPIKAPPEMIA!” e da dietro l’albero spunta un fisicaccio al confronto del quale Silvester Stallone farebbe la figura di un povero rachitico.
Dimmi cicciobello - chiede Distrofik al bulletto seduto al posto di guida. Chi ti ha autorizzato a parcheggiare in un posto riservato ai disabili?
C-c-cosa importa a t-t-te? E poi c-c-chi se ne frega d-d-degli handicappati… - risponde balbettando, già un po’ preoccupato, il teppista della mutua.
Distrofik guarda l’orologio: ha solo più 40 secondi a disposizione, bisogna che si spicci: stop ai convenevoli! Con una mano afferra al collo il posteggiatore abusivo e con l’altra incomincia a somministrargli una compilation di ceffoni. Poi Distrofik lo estrae dall’abitacolo e gli fulmina il sedere con una pedata atomica. Infine si avvicina al gippone a cui sradica il paraurti che poi scaraventa nel cassonetto dell’immondizia.
Ecco fatto! - dichiara Distrofik al Supercafone. Adesso prova a interpellare una commissione medica. Vedrai che con le botte rimediate stasera, non negheranno una percentuale di invalidità a te e magari anche al tuo macinino!
Intanto, attirate dal trambusto, accorrono alcune persone, ma il
Supercafone non è ancora in grado di spiegare l’origine dell’uragano che gli ha devastato la crapa e il posteriore.
Oltre i tigli una carrozzina furtiva si allontana: è tardi Distrofik, è ora di rientrare a casa.


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Michele Steinert