Pubblicato da La redazione il: 14 giugno 2017

La prima pietra

Raggiunto il cinquantesimo anno d’età, risulta davvero interessante, oltreché curioso, risalire all’origine della nostra Sezione e rileggere, in un italiano d’antan, il suo vero e proprio parto. Ecco quindi un ampio adattamento dell’atto costitutivo, emergente dalla caligine del tempo passato.

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Verbale di referendum per costituzione del Comitato Piemontese dell’Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare (Repubblica Italiana, Repertorio 29946)
L’anno millenovecentosessantasette, il ventitré gennaio alle ore quindici, in Torino via Passalacqua 19, nel mio studio, avanti me Emanuele Chianale Notaio in Torino ed alla presenza dei signori dottor Monticone Gian Franco (medico) e Massetto Maria Pia in Refolo (impiegata), testimoni noti ed idonei a sensi di legge, sono comparsi i signori Grosso professoressa Augusta, Bergamini professor Ludovico (medico chirurgo), Barberis ingegner Giovanni (impiegato), Ceppellini professor Ruggero (docente universitario), Valobra dottor Giorgio (medico chirurgo), Russo Donato (meccanico motoristica), Serafino avvocato Ettore, della cui personale identità sono certo, i quali premesso

–    che si intende costituire legalmente il Consiglio Direttivo del Comitato Piemontese della “Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare” già regolarmente costituita con sede legale in Trieste corso Italia n. 7, avente per oggetto la ricerca scientifica sulle malattie del muscolo e la assistenza ai malati del muscolo;
–    che a tale fine sono state diramate a persone interessate numero mille schede per l’elezione del Consiglio Direttivo del Comitato Piemontese della Unione predetta;
–    che in data odierna è stata fissata riunione per addivenire all’esame e spoglio di dette schede, le quali tutte vennero indirizzate presso me Notaio in Torino via Passalacqua 19;

mi richiedono di dare atto delle schede finora pervenute e di procedere al loro spoglio ai fini dell’elezione delle cariche del Comitato Piemontese. A tale fine, io Notaio faccio constare e do atto che per posta sono finora pervenute nel mio studio numero 635 (seicentotrentacinque) schede, le quali sono tutte qui deposte in tavolo da me Notaio, presenti i testi, debitamente chiuse e recanti annullo postale di spedizione. E di seguito, per mia cura, sempre presenti i testi, dette schede vengono aperte e dallo spoglio delle medesime, dato atto che tre schede non risultano firmate per approvazione, risultano le seguenti votazioni di cui i comparenti prendono atto deliberando che il Consiglio Direttivo del Comitato Piemontese della “U.I.L.D.M.” sia composto da un presidente, un vicepresidente, un segretario, cinque consiglieri, un tesoriere ed un revisore dei conti; ed a tali cariche vengono pertanto chiamati i signori Augusta Grosso (presidente), prof. Ludovico Bergamini (vicepresidente), ing. Giovanni Barberis (segretario), prof. Ruggero Ceppellini (consigliere), prof. Alfredo Lucca (consigliere), dott. Nino Valobra (consigliere), dott. Roberto Siccato (consigliere), dott. Carlo Blandino (consigliere), sig. Donato Russo (tesoriere), avv. Ettore Serafino (revisore dei conti). Conseguentemente le operazioni sono chiuse alle ore diciassette, costituito me Notaio depositario delle schede. Del che richiesto, ricevo il presente verbale che leggo – presenti i testi – ai comparenti i quali, a mio interpello e sempre presenti i testi, lo approvano e con questi e me Notaio lo sottoscrivono.
[seguono le varie firme N.d.R.]
Registrato a Torino il 1-2-67 al n. 3712 con L. 1110

L’eco a livello nazionale di quest’evento è poi giunto fino a noi grazie a quanto era stato pubblicato nel febbraio del 1967 sul numero 19 di DM. Lo trascriviamo volentieri.

Torino
Con un referendum, il 23 gennaio, presso lo studio del notaio Emanuele Chianale, si è costituita la Sezione Torinese della U.I.L.D.M. All’atto costituzionale hanno partecipato numerosissimi Soci […]. L’attività degli amici torinesi è veramente importante. Il prof. Bergamini, presentato dalla prof. Augusta Grosso, ha tenuto, presso la Pro Cultura Femminile, una conferenza sul problema della distrofia muscolare, nel corso della quale è stato proiettato anche un interessante documentario. La conferenza è stata seguita da un folto ed attento uditorio. Sotto l’egida animatrice del prof. Bergamini, presso la Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università, diretta dal prof. Dino Bolsi, è già avviato un lavoro di ricerca di laboratorio, con un’equipe di ricercatori di sicura competenza, e grazie alla cospicua elargizione della Cassa di Risparmio e della Fiat, sono stati acquistati altri apparecchi scientifici. Presso detta Clinica sono anche a disposizione diversi posti letto per gli ammalati di distrofia muscolare, i quali verranno sottoposti alle più recenti terapie. Circa il programma scientifico, segnaliamo che il prof. G. A. Yervis di New York, eminente personalità scientifica americana nel campo della distrofia muscolare progressiva, in una recente visita a Torino, l’ha giudicato molto positivo e degno d’essere sviluppato, ed ha promesso l’invio del ceppo di ratti distrofici (distrofia genetica), che appartengono ad un gruppo in cui la distrofia muscolare indotta sperimentalmente, si trasmette ereditariamente.

I lettori più attenti avranno notato che nell’atto costitutivo si parlava del Comitato Piemontese Uildm, mentre nell’articolo si citava la Sezione torinese. In realtà non esisteva alcuna contraddizione, perché l’organismo era lo stesso, cioè il nostro antico progenitore: l’attuale Sezione all’ombra della Mole. Il fatto è che in quei tempi l’associazione era agli albori, infatti solo alla fine del 1966 era stato approvato il nuovo statuto nazionale e non esisteva ancora una netta distinzione nominale tra i pochi comitati/sezioni presenti alla fine degli anni Sessanta in Italia.
Infine, sempre scorrendo i numeri di DM appartenenti a quel periodo, è bello sottolineare che prima del fatidico 23 gennaio 1967 “gli amici di Torino”, com’erano simpaticamente definiti, erano già molto presenti e attivi, soprattutto per merito di Donato Russo, l’indimenticabile meccanico miodistrofico di via del Ridotto.
Da allora è incominciata la nostra, lunga, storia.