Pubblicato da Galeocerdo il: 14 giugno 2017

Cinquanta… e non più cinquanta!

Pensateci bene: cinquant’anni, una considerevole fetta di tempo nel corso della quale la nostra Sezione è nata, cresciuta e si è consolidata nel tessuto cittadino e provinciale.

Cinquanta

L’estrema razionalità della matematica ce l’ha insegnato: proprio la conformazione fisica del nostro corpo (due mani, con cinque dita ciascuna) ci ha fatto basare le tecniche di calcolo su queste appendici così comode, abituandoci all’utilizzo del sistema decimale. Da ciò deriva l’invenzione dei cosiddetti “numeri tondi”, cioè del 10 e dei suoi multipli, diventati per convenzione più importanti degli altri e assurti ben presto al ruolo di traguardi da raggiungere e festeggiare (e non solo, ben lo sanno i negozianti che vendono i cetrioli a 1.99 euro al chilo e non alla “superiore” cifra tonda di 2.00 euro).
Quindi, a rigor di logica, come Uildm di Torino non dovremmo prestare un eccessivo interesse nel varcare la soglia dei dieci lustri di esistenza. Eppure, questa volta, vorrei bypassare queste lucide confutazioni, lasciandomi cullare dall’onda del sentimentalismo e facendomi rinfrescare dalla brezza dell’orgoglio.
Pensateci bene: cinquant’anni. Cioè circa 609 mesi, 2.607 settimane, 18.262 giorni, 438.288 ore, 26.297.280 minuti… e vi risparmio i secondi! E’ una considerevole fetta di tempo, nel corso della quale la nostra Sezione è nata, cresciuta e si è consolidata nel tessuto cittadino e provinciale. All’interno di essa si sono sviluppate e intrecciate innumerevoli storie di dolore, rabbia e frustrazione, ma anche di speranza e di lotta, spalla a spalla, contro l’insidioso nemico comune. Qualche piccola vittoria ha rischiarato un lungo e accidentato cammino, spesso avvolto dalla fitta coltre di tenebre generata dalla nostra grave patologia. Comunque, dal 1967 in poi, uno dei maggiori successi ottenuti è stato quello di coinvolgere enti, associazioni e migliaia di persone nelle nostre battaglie quotidiane. Un esercito di amici e di anonimi benefattori non si è limitato a incoraggiarci, ma ha messo mano al portafoglio e, fuor di poetiche metafore, ci ha fornito il carburante sufficiente per farci continuare il viaggio a pieno regime. E poi come dimenticare i numerosi volontari avvicendatisi nel corso delle varie epoche… Garantendo il loro indispensabile apporto di tempo, energie e capacità, questi preziosi uomini e donne hanno guidato con sicurezza la Uildm di Torino durante ogni stagione, col sole bruciante e sotto la pioggia torrenziale. Indirizzare un semplice ringraziamento a tutti costoro sarebbe davvero poca cosa, meglio proclamare che, al gran completo, sono diventati l’intima essenza, la fibra stessa della nostra anima.
Come traspare da alcune pagine precedenti, sarà opportuno e magari pure suggestivo rievocare il passato, le nostre radici, la nostra storia, però guai a vivere di ricordi. Come ha sempre fatto chi ci ha preceduto, dobbiamo agire nel presente al meglio delle nostre capacità, allo scopo di preparare un degno futuro a quelli a cui consegneremo il testimone. Indubbiamente resta ancora parecchio da fare “nella” e “per” la nostra onlus, e quindi non ci si deve fermare, fra l’altro proprio adesso, momento storico nel quale la terapia risolutiva sembra sempre più a portata di mano.
“Verso la fine del X secolo le già travagliate vite dei popoli occidentali vennero investite da un’ondata di superstizioso terrore, causato da racconti popolari fondati anche su testi religiosi. Infatti, secondo la tradizione, nei vangeli apocrifi, lo stesso Gesù aveva ammonito ‘Mille e non più mille’ e così sembrava avvicinarsi il giudizio universale e la conseguente fine del mondo”. In verità, accodandoci a questo millenarismo (e contrariamente alle usanze), ci auguriamo con tutto il cuore di non festeggiare mai più ricorrenze di questo genere. Che sia l’ultima volta! Tra cento anni la Uildm dovrà essere assolutamente defunta, addirittura cancellata dalla memoria collettiva, perché la distrofia sarà stata sconfitta e la nostra pur gloriosa Sezione, diventando un organismo meravigliosamente inutile, avrà già tirato i calzini da un pezzo.